Della Vite, l'esclusione dai Giochi e quell'uscita di Schladming che può costare cara: focus su un talento da salvaguardare

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Gabriele Facciotti

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Della Vite, l'esclusione dai Giochi e quell'uscita di Schladming che può costare cara: focus su un talento da salvaguardare

Il gigantista bergamasco si allenerà fino al 6 febbraio all'Oasi Zegna di Bielmonte, con Talacci e Seppi, dopo aver mandato giù il boccone amaro della mancata prima partecipazione olimpica (come Borsotti, a maggior ragione con la top ten di Schladming). Sulla Planai è stato velocissimo sino all'errore sul muro finale nella 1^ manche, un altro "zero" che può pesare tantissimo in ottica futura visto che per andare alle finali in Norvegia (e rientrare nei 30 della WCSL) servirà come minimo un 7° posto nell'unica gara di CdM rimasta in calendario, il 7 marzo a Kranjska Gora.

A pochi giorni dallo start dei Giochi Olimpici, naturalmente si parla anche degli esclusi da Milano Cortina 2026, e in casa Italia i nomi sono quelli di Guglielmo Bosca, con due ottavi posti, Benjamin Alliod strepitoso 5° nella discesa di domenica scorsa a Crans-Montana (a convocazioni già fatte, naturalmente), Roberta Melesi 4^ nell’ultimo super-g, Giulia Valleriani che ha il 3° miglior risultato tra le azzurre dello slalom, Giovanni Borsotti, il secondo tra i gigantisti con la nona piazza colta al rientro nella notte di Schladming, e Filippo Della Vite.

Ecco, sul classe 2001 bergamasco è interessante fare un focus a più ampio raggio, anche perché parliamo di un talento che, almeno sino ad un paio di anni fa, era certo che rappresentasse il futuro dell’Italia del gigante dopo aver accarezzato il titolo mondiale jr, lui che lottava con un emergente poi subito vincente in CdM come Alexander Steen Olsen, oltre a giocarsi ben presto piazzamenti da top ten nel massimo circuito.

Le ultime stagioni, team event mondiale di Saalbach a parte (per quel che può contare sul piano tecnico quella tipologia di gara), non sono state facili per Pippo, ma sulla qualità del ragazzo non si può davvero discutere e, proprio nella “night race” di Schladming, sette giorni fa e poche ore dopo la notizia della mancata convocazione per i Giochi, nonostante un discreto 15° posto in Val d’Isère (con soli altri due piazzamenti a punti), un segnale c’è stato.

Fino ad una decina di secondi dall’arrivo della 1^ manche, Della Vite era in linea per chiudere tra i primi cinque, a 3 decimi da Lucas Pinheiro Braathen per poi deragliare sull’ultimo ripido della Planai; uno “zero”, però, che rischia di pesare molto in chiave futura, che nell’immediato in termini di allenamento significa Oasi Zegna di Bielmonte per lo specialista cresciuto sulle nevi del Monte Pora, che si allenerà in Piemonte sino a venerdì 6 febbraio con i compagni di nazionale Simon Talacci (primi punti in CdM per il livignasco proprio in Stiria) e il fiemmese Davide Leonardo Seppi, e a livello agonistico Kranjska Gora.

Resta infatti un solo gigante nel calendario di Coppa del Mondo, il prossimo 7 marzo, prima delle finali in Norvegia, ovvero Hafjell per le prove tecniche; Filippo è 36° nella graduatoria di specialità con 26 punti, a 33 lunghezze dal “taglio” del 25° posto, questo significa che come minimo servirà un 7° posto (ma più probabilmente un 5° o un 6°) in Slovenia per rientrare nell’atto conclusivo della stagione e così giocarsi la top 30 nella WCSL in vista della stagione 2026/27.

Attualmente Della Vite naviga in 35^ piazza del ranking che stabilisce l’ordine di partenza, lui già partito con il 32 a Schladming (ed era una occasione quella sera, con una condizione di manto nevoso durissimo), e chiudere bene quest’anno, per ripartire con qualche certezza in più da Soelden, è davvero importante verso quella che dovrà essere davvero l’annata del riscatto per un gioiellino che l’Italia deve salvaguardare.

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