Franjo, il gigante dei giganti: l'olimpo dopo l'iride, è già mito della discesa a 24 anni. "Vivo un film"

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Franjo, il gigante dei giganti: l'olimpo dopo l'iride, è già mito della discesa a 24 anni. "Vivo un film"

Il capolavoro sulla Stelvio di Franjo von Allmen nelle parole del nuovo campione olimpico, l'unico in grado di battere Franzoni e Paris. Tutta la delusione di Odermatt (4°): "Ho seguito il mio piano, evidentemente non era quello giusto".

Se Giovanni Franzoni e Dominik Paris hanno fatto qualcosa di straordinario oggi a Bormio, praticamente impeccabili su una pista terribile come la Stelvio, c’è stato il gigante tra i giganti che è andato a prendersi il titolo olimpico di discesa in un teatro a dir poco meraviglioso, tutt’altra cosa (non ce ne vogliano a PyeongChang e Pechino) rispetto alle gare regine dei Giochi nelle ultime due edizioni.

Dalla Carcentina al Ciuk sino a San Pietro, Franjo von Allmen ha realizzato un capolavoro a Bormio, da velocista puro, da straordinario campione che a 24 anni è già mito, perché all’oro mondiale ha aggiunto dopo 12 mesi quello a cinque cerchi. Manca la CdM di specialità, difficilmente arriverà quest’anno, ma il miglior discesista in circolazione, attualmente, è questo ragazzone classe 2001 che ancora non ci crede, parecchi minuti dopo la conclusione della gara. “Mi sembra di ritrovarmi dentro un film – le parole di Franjo a Eurosport – Non saprei ancora cosa dire esattamente. Io oggi cercavo di godermi la sciata, in una giornata del genere su questa pista, e nel corso della mattinata ero rilassato.

Avevo sensazioni buone dai training, le volevo portare con me e semplicemente divertirmi. Un conto però è dirlo, un altro riuscire poi a fare il massimo. Scendendo avvertivo che fosse una buona run, ma sono rimasto sorpreso dei 7 decimi di vantaggio su Odi. Sapevo anche, però, di dover aspettare gli italiani”.

Marco Odermatt, appunto, il grande deluso di giornata e 4° a due decimi dal bronzo di Paris, mancando la medaglia nella disciplina regina come a Pechino (dove fu 7°), rassegna in cui risolse tutto con l’oro in chiusura nel “suo” gigante. Combinata a squadre e super-g sono però le prossime occasioni per riscattare una discesa che, si è visto subito quest’oggi, per il fenomeno nidvaldese non è stata perfetta. “In realtà è andata come previsto, nel senso che ho fatto come stabilito nel piano – l’analisi del 28enne rossocrociato a Eurosport – Evidentemente, non era la miglior soluzione possibile, ma Franjo quando fa la sua prova perfetta è quasi imbattibile.

E’ stato il più veloce e ha meritato questo titolo”.

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