Casco sulle piste da sci, si va verso l'estensione dell'obbligo anche ai maggiorenni

Come scegliere il casco da sci
Photo information

Claudio Losa

TourismNuovo decreto legge sport

Casco sulle piste da sci, si va verso l'estensione dell'obbligo anche ai maggiorenni

Il quotidiano Italia Oggi anticipa la novità contenuta negli emendamenti al dl Sport, in corso di approvazione in questi giorni.

L’obbligo del casco sulle piste da sci verrà esteso a tutti. Lo prevede un emendamento al dl Sport (decreto-legge 96/2025), approvato lunedì dalla commissione cultura della Camera. L'obbligo riguarda attualmente solo i minori di 18 anni. Il testo è atteso oggi in Aula alla Camera dei Deputati.

"Un risultato importante, frutto di un impegno portato avanti con convinzione, per rendere le piste da sci più sicure e promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità - afferma a Italia Oggi Fabrizio Sala, firmatario dell’emendamento - La sicurezza viene prima di tutto e chi frequenta la montagna sa bene quanto sia fondamentale proteggersi adeguatamente: il casco è una misura semplice, poco costosa, che in molti casi può salvare la vita". L’emendamento, inoltre, sancisce che in caso di recidiva, oltre alla multa, sarà previsto il ritiro dello skipass o del titolo di accesso agli impianti di risalita per un periodo da 1 a 3 giorni. Un’altra proposta di modifica stabilisce che i Comuni avranno l'obbligo di identificare almeno un'area dedicata allo stazionamento dei mezzi di soccorso, debitamente segnalata, sia per le ambulanze sia per l'elisoccorso afferenti al 118 del territorio di riferimento, nonché di rendere disponibile in ogni impianto sciistico almeno un Dae (defibrillatore semiautomatico esterno).

© ALL RIGHTS RESERVED
724
Social media engagement

Più letti in Turismo

Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: +9% di pernottamenti senza consumare più territorio

Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: +9% di pernottamenti senza consumare più territorio

Il paper di Banca d'Italia analizza gli effetti sui flussi turistici e sull'ambiente nei 4 anni successivi all'iscrizione delle Dolomiti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità, avvenuta nel 2009. A fronte di un incremento delle presenze, il numero di strutture turistiche non è cresciuto e quello di posti letto si è ridotto. Ai maggiori flussi turistici non si è associato né un aumento del consumo di suolo né una maggiore produzione di rifiuti, dimostrando il potenziale del riconoscimento UNESCO nel generare benefici economici locali senza compromettere la qualità ambientale, a condizione che siano in atto un efficace coordinamento istituzionale e solide garanzie normative.