Le Valli Alpine pronte per l'inizio della stagione sciistica. Dai 10 agli 80 cm di neve in quasi tutte le valli

val Gardena
Photo information

pg fb Val Gardena

TourismNeve Alpi

Le Valli Alpine pronte per l'inizio della stagione sciistica. Dai 10 agli 80 cm di neve in quasi tutte le valli

Oggi, 6 novembre, gran parte delle località alpine si sono svegliate con strade e alberi ricoperti di neve. Una nevicata che sommata alle previsione di altra neve nei prossimi giorni e alle temperature rigide che i modelli metereologici prevedono per i prossimi giorni, fanno ben sperare per l'apertura degli impianti che in molte località è prevista già per il 25 novembre.

Un quadro invernale. Sono caduti oltre 50 cm di neve sulle Dolomiti bellunesi e del Trentino. 30/40 cm sulle montagne della  Lombardia e circa 60 cm su quelle del Piemonte occidentale. Dopo un ottobre caldo, quella di oggi è probabilmente la giornata più bella per tutti gli operatori del sistema neve del nostro paese.

Il Trentino è tra le aree che ha beneficiato di più dei favori della nevicata con 60 cm a Passo San Pellegrino, 50 cm sul Cermis in Val di Fiemme, 30 cm in Valsugana e sull'Alpe Cimbra.

In Alto Adige si registrano 28 cm a Corvara, 18 cm a Selva di val Gardena e 15 cm a Nova Ponente

In Veneto si registrano 60 cm di neve fresca a Misurina, 10 cm a Sappada, 30 cm a Cortina e 42 cm sul Passo del Falzarego, 48 cm a Falcade e 45 ad Alleghe.

In Piemonte invece sono caduti 50 cm di neve  a Limone Piemonte (Cuneo), 36 ad Alagna Valsesia, 32 cm a Formazza, 26 cm a Sestriere e 20 cm a Cesana Torinese.

Secondo le previsioni domani, 7 novembre, sono attesi altri cm di neve, continuate a seguirci per sapere chi vincerà la sfida della località più innevata alla fine della settimana!

© ALL RIGHTS RESERVED
2
Social media engagement

Più letti in Turismo

Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: +9% di pernottamenti senza consumare più territorio

Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: +9% di pernottamenti senza consumare più territorio

Il paper di Banca d'Italia analizza gli effetti sui flussi turistici e sull'ambiente nei 4 anni successivi all'iscrizione delle Dolomiti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità, avvenuta nel 2009. A fronte di un incremento delle presenze, il numero di strutture turistiche non è cresciuto e quello di posti letto si è ridotto. Ai maggiori flussi turistici non si è associato né un aumento del consumo di suolo né una maggiore produzione di rifiuti, dimostrando il potenziale del riconoscimento UNESCO nel generare benefici economici locali senza compromettere la qualità ambientale, a condizione che siano in atto un efficace coordinamento istituzionale e solide garanzie normative.